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Perché proprio la mimosa è il simbolo della festa della donna?
E da dove nasce questa tradizione?
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra.
Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.
La mimosa, Acacia Dealbata, è un albero ornamentale di origini Australiane che da quasi duecento anni si è adattato in Europa nelle regioni dal clima temperato.
Caratteristiche le sue foglie bipennate e i fiori gialli a grappolo, dal profumo inconfondibile, può arrivare fino a 30 m di altezza nelle sue terre originarie, ma da noi non supera i 12 m.
Proprio come una donna la mimosa ha un aspetto delicato, ma non appassisce mai durante le stagioni e si rinnova continuamente. A causa di queste sembianze di fragilità che nascondono forza e vitalità la mimosa è diventato il simbolo della femminilità.
La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato. Utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l'acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell'acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da igni fonte di calore (es. termosifoni) altrimenti l'aria secca peggiorerebbe l'aspetto della mimosa.
E da dove nasce questa tradizione?
Sembra che la mimosa sia stata adottata come fiore simbolo della festa della donna dalle femministe italiane. Era il 1946 quando l’U.D.I. (Unione donne italiane) stava preparando il primo “8 marzo” del dopoguerra.
Si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata. E furono le donne italiane a trovare nelle palline morbide e accese che costituiscono la profumata mimosa il simbolo della festa delle donne. In più questi fiori avevano (e hanno) il gran vantaggio di fiorire proprio nel periodo della festa e di non essere troppo costosi.
La mimosa, Acacia Dealbata, è un albero ornamentale di origini Australiane che da quasi duecento anni si è adattato in Europa nelle regioni dal clima temperato.
Caratteristiche le sue foglie bipennate e i fiori gialli a grappolo, dal profumo inconfondibile, può arrivare fino a 30 m di altezza nelle sue terre originarie, ma da noi non supera i 12 m.
Proprio come una donna la mimosa ha un aspetto delicato, ma non appassisce mai durante le stagioni e si rinnova continuamente. A causa di queste sembianze di fragilità che nascondono forza e vitalità la mimosa è diventato il simbolo della femminilità.
La mimosa è un fiore molto delicato ed ha purtroppo vita breve. Basta però un piccolo trucco per allungare la vita a questo fiore così primaverile e profumato. Utilizzando un coltellino affilato, eliminate tutte le foglie che si sino rovinate e quelle che crescono in basso: queste infatti marciscono rapidamente perché a contatto con l'acqua del vaso. Riempite il vasetto con dell'acqua tiepida in modo da far fiorire i capolini non ancora aperti e a rendere più soffici quelli già sbocciati. Inoltre tenere il vasetto lontano da igni fonte di calore (es. termosifoni) altrimenti l'aria secca peggiorerebbe l'aspetto della mimosa.
| pubblicato il 25/02/2008 | A cura di Staff myricette.it |
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